Dopo essere stato selezionato all'International Pentedattilo Short Film Festival 2016, come evento speciale dedicato ai film documentari, "AGOSTINO - Un poeta nella Calabria greca", prodotto dall'Associazione Ellenofona "Jalò tu Vua" e diretto dal regista melitese Domenico Cuzzucoli, è stato selezionato al 4th International Documentary Festival of Ierapetra Awards, in programma a Ieràpetra, isola di Creta (Grecia) dal 5 al 9 agosto 2017.ierapetra

Il film si propone di promuovere e valorizzare l’Area Grecanica attraverso la testimonianza di uno degli ultimi parlanti il Greco di Calabria, Agostino Siviglia, nativo di Roghudi, che ha speso parte della propria vita nell’impegno continuo volto a tutelare la lingua e la cultura dei nostri padri.

Agostino Siviglia, recentemente scomparso, è stato per tutta la sua vita un promotore e un vero sostenitore della lingua e della cultura dei Greci di Calabria.

Nel mese di marzo 2014 sono iniziati i lavori per questo progetto che ha permesso al regista e alla troupe di stargli fianco a fianco e di seguirlo da vicino per le riprese del film-documentario incentrato sul suo personaggio che in vari modi è sempre stato presente e attivo nelle varie manifestazioni di promozione della cultura locale. 

agostino fronte

Il video fa parte di una serie di prodotti editoriali che contribuiscono a dare lustro e dignità a un territorio particolarmente ricco di storia ma inesorabilmente destinato a essere considerato come zona depressa.

Il film racconta la storia di un uomo che attraverso la sua tenacia e con l’aiuto di poche persone ha trasformato la vergogna di appartenere a un popolo isolato e di montagna in orgoglio di cittadino di un’area talmente vasta che richiama alla mente la Magna Grecia di cui noi tutti siamo i figli e gli eredi naturali.

Le scene vedono protagonista Agostino Siviglia impegnato a intrattenere amici, ragazzi, studenti, turisti greci e conoscenti parlando della propria esperienza all’interno del percorso di tutela che negli ultimi vent’anni ha fatto sì che il nostro territorio assumesse un valore culturale e identitario particolarmente apprezzato sia in Italia che all’estero.

Lo vediamo recitare alcune poesie in Greco-calabro da lui composte.

Il film si rivolge a un pubblico di qualsiasi età e di qualunque estrazione culturale, è stato pubblicato su DVD e viene diffuso sul mercato nazionale e internazionale sia attraverso i canali di vendita tradizionali, sia online attraverso il sito del distributore viaCalabria o su Amazon.

official pentedattilo 2016                   official ierapetra 2017

 

 

Generazioni che si incontrano, ricordi che si intrecciano, passioni che si trasmettono, sono questi i sentimenti con cui Salvatore Siviglia, uno degli ultimi ellenofoni di Calabria, cerca di coinvolgere i nipotini nel difficile tentativo di tramandare loro una lingua e una cultura che, a suo dire, è destinata a perdersi e a non rinnovarsi.

Un poeta che non si definisce tale ma che lo è di diritto; un libero pensatore, un uomo che ha dedicato tutta la sua vita lottando contro tutto e contro tutti per fare in modo che la lingua dei suoi avi non si perdesse nel tempo. 

Ha lottato tanto, ha fatto tanti sacrifici spostandosi da una città all'altra per fare in modo che le generazioni future non si vergognassero delle loro origini come è successo alla sua generazione. Infatti è proprio a causa di questa vergogna che si è bloccato lo sviluppo e l'evoluzione della lingua lasciandola relegata a un uso agro-pastorale e, fino a qualche decennio fa, trasmessa solo oralmente.

Salvatore è nato e cresciuto a Ghorìo di Roghudi, nel cuore della montagna aspromontana, un posto disperso nella campagna, lontano da ogni forma di inquinamento e progresso ma che viene apprezzato da tutti gli studiosi della lingua e della cultura dei Greci di Calabria perchè, insieme a Gallicianò, è il paese "dove si parla il miglior Greco" (Cit. Giulio Cesare Livretta, Procuratore Generale del Regno delle due Sicilie per la provincia di "Calabria Ultima", 12 luglio 1845) .

La sua paura è di perdere questa identità conquistata dopo decenni di sacrifici e di impegno.

Il film presenta Salvatore che, stimolato dalla curiosità dei nipotini ripercorre gli anni del suo impegno e ritorna con la mente, ma anche fisicamente, alla sua Roghudi, al suo Ghorìo, alla fonte della sua immensa e fantastica gioventù dai cui ricordi sono nate le sue più belle poesie.

Parla con i bambini del lavoro, della sua adorata moglie da poco scomparsa, della vita che si conduceva in un posto che dall'isolamento e dall'abbandono ha partorito i migliori riconoscimenti e apprezzamenti dal mondo accademico nazionale e internazionale.

Si assicura che i bambini possano continuare a esprimersi nella "glicìa glòssa" la dolce lingua dei nostri padri cercando di dare significato e positività a un futuro incerto e difficile.

Da quando abbiamo cominciato a pensare a questo progetto lo abbiamo seguito nei suoi convegni, nei suoi percorsi culturali  e nelle sue presenze vicino a bambini, a giovani, a esperti e a studiosi.

Abbiamo conosciuto il vero Salvatore: energico, forte, fiducioso e appassionato, lo abbiamo apprezzato per l'energia che trametteva a chiunque si avvicinasse ad ascoltarlo; oggi, nonostante l'età e la salute un po' incerta, continuiamo a cogliere nei suoi modi e nelle sue trovate i segni caratterizzanti dell'uomo della vecchia guardia, di una generazione mai completamente assuefatta e mai rilassata, sempre pronto a ricominciare, sempre pronto a ripartire, mai stanco e con quella grande passione che intende tramandare ai suoi cari che lo seguono e lo ammirano in tutti i suoi momenti.

Seguirlo non è stata una passeggiata, la sua grande forza e e la sua enorme passione non conoscono spazi ristretti e confini segnati, lui vuole sempre essere padrone della situazione e gestire in prima persona tutti gli aspetti del lavoro.

Non conosce copioni, non conosce confini, margini, limiti, è un vulcano che è sempre in attività e che fa di tutto per butttare fuori il massimo senza stancarsi e senza chiedere soste, pause o sospensioni.

La sua tenacia ha reso fieri centinaia di persone che fino a poco tempo fa non conoscevano nemmeno l'esistenza di alcuni paesi dell'entroterra greco-calabro; la sua forza ha trasformato il modo di pensare di migliaia di persone che oggi sono orgogliose e fiere di appartenere a un mondo che affonda le sue radici nella lontana Magna Grecia, ma che fino a dieci anni fa non riconoscevano a questo mondo nessun merito approfittando di qualsiasi occasione per disprezzarlo.

Salvatore durante le riprese ha recitato alcune delle sue poesie scritte in Greco di Calabria che hanno sempre come argomento il paese e la famiglia.

Il film si rivolge a un pubblico di qualsiasi età e di qualunque estrazione culturale, sarà pubblicato su DVD e sarà diffuso sul mercato nazionale e internazionale sia attraverso i canali di vendita tradizionali, sia online.

Sostienici nella realizzazione del progetto, il tuo contributo sarà un atto di amore verso un mondo che giorno dopo giorno rischia di scomparire e sarà per noi un incentivo a continuare a lavorare per mantenere viva e visibile una realtà che ci accompagna da tremila anni.

Per dare il tuo sostegno clicca quì 

Relazione presentata dall'arch.SebastianoMaria venoso a Condofuri Marina all'interno del Progetto dell'Associazione Ellenofona "Jalò tu Vua" denominato "To Domàdi Grèko 2016" presso il Centro Giovanile "Rempicci".

La relazione, iniziata con una visione generale dell'architettura bizantina in Calabria, è andata avanti con la presentazione di uno studio più approfondito sulla Cattedrale di Santa Maria dei Tridetti per la quale c'era in programma una visita guidata dei partecipanti al corso, accompagnati dallo stesso Venoso e dal Prof. Sebastiano Stranges, uno dei più accreditati esperti di archeologia e architettura dell'Area Grecanica.

Un film realizzato durante il corso "To domàdi grèko" svoltosi nel 2015 a Condofuri Marina, proposto e curato nei minimi dettagli dall'Associazione Ellenofona "Jalò tu Vua". Il nostro Presidente Tito Squillaci insieme alla figlia Maria Olimpia ci immergono in un mondo che porta a riconsiderare i valori e le passioni che legano le persone alla propria terra e alle proprie radici. "I glòssa zìi platègguonda" dice Tito ed è vero ma è con un'altra frase che ci colpisce e ci coinvolge ancora di più: "Emìs ìmmaste tin glòssa" perchè, certo, è vero che "la lingua vive parlando" ma la cosa più importante è prendere coscienza che "noi siamo la lingua", che essa vive dentro di noi, ci accompagna e senza che ce ne accorgiamo è presente in tutte le espressioni e in tutte le circostanze che ogni giorno ci si presentano davanti.

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