Tito Squillaci, medico pediatra in forze presso l'ospedale di Locri, in un video registrato con Nicolò Fabi, Daniele Silvestri e Max Gazzè, all'Università Magna Graecia di Catanzaro, racconta la sua esperienza da medico in Africa, affermando che “la nostra casa è la terra” è che per questo i diritti dei bambini vanno rispettati a ogni latitudine: “Collaboro con CUAMM fin dagli anni 80 – ha detto – e negli ultimi mesi l’Ebola ha paralizzato tutto il sistema sanitario e contribuito a far crescere la diffidenza e la paura nella popolazione. L’esperienza mi ha insegnato a capire che anche noi calabresi, che viviamo in condizioni difficili, dobbiamo imparare ad aprirci all’altro per superare i nostri limiti. Sono convinto che la povertà non rappresenta un male, ma il prodotto di rapporti internazionali iniqui”

La presenza di alte percentuali di studenti stranieri ripropone in maniera urgente la questione dell’integrazione con “il diverso” e impone alla scuola di oggi un ripensamento strutturale che rappresenta una nuova “sfida” educativa e formativa.

In un contesto societario multietnico in cui la diversità unita alla varietà dei soggetti migranti si aggiunge alle differenze già presenti sui territori, è a SCUOLA che ci si incontra e ci si confronta tra culture diverse; la multiculturalità diventa immediatamente visibile e l’aula zona privilegiata e strategica per costruire interculturalità.

In tal senso, nelle realtà del nostro paese, da Nord a Sud, dove i consistenti flussi migratori hanno fatto assumere alle scuole un aspetto ‘multiforme’, si sono sviluppate forme basate sul confronto, strumenti di valorizzazione e pari dignità delle diverse culture e si sono sperimentati processi di insegnamento-apprendimento aperti alla intermediazione culturale.

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